Amanda Todd : una tragedia da non dimenticare

Amanda Todd era una ragazza nata a Port Coquitalm, Canada, il 27 Novembre 1996.
Era una giovane come noi che commise un grosso sbaglio: quando frequentava la seconda media si divertiva come tutti, con gli amici e viveva la sua vita ma si fece convincere da un estraneo, conosciuto in una videochat, a farsi fotografare in topless.

Questo individuo, in seguito, la ricattò minacciando di mostrare le sue foto agli amici se non si fosse fatta riprendere in un video a seno nudo. Un giorno la polizia bussò alla porta di casa Todd alle 4:00 del mattino per informare i genitori che su Internet stavano girando delle foto della loro figlia appunto a seno nudo.

L’intera vicenda fu un trauma per Amanda che manifestò attacchi di panico e una forma di depressione acuta. La sua famiglia cercò di aiutarla trasferendosi e la situazione sembrò migliorare ma solo apparentemente.

Un anno dopo il ricattatore si fece di nuovo vivo creando un profilo Facebook falso col nome di Amanda a seno nudo come immagine di profilo. Il molestatore iniziò a contattare i nuovi compagni di Amanda e lei fu costretta a cambiare scuola di nuovo.

Nella nuova scuola la giovane riallacciò i rapporti con un ragazzo con il quale ebbe una storia, questo giovane però aveva già una fidanzata che, venuta a conoscenza del nuovo legame predispone una tragica vendetta. Amanda venne invitata ad uscire dalla scuola dove la attendevano la ragazza del suo “amico” con gruppo di 50 ragazzi.

Malmenata dalla rivale, l’aggressione venne filmata e pubblicata. Amanda, stanca di vivere, tentò il suicidio ingerendo della candeggina, ma si salvò grazie all’intervento tempestivo dei soccorsi. Col passare dei giorni la persecuzione diventa sempre più sottile e pressante: su Facebook vi erano commenti con foto di candeggina o ammoniaca del tipo: “cambia candeggina che forse funziona”.

Amanda si tolse la vita il 10 ottobre 2012. Il nome del cyberbullo che condizionò la vita della giovane rimase un mistero fino al 17 ottobre 2012, una settimana esatta dopo la morte della povera ragazzina, svelato dall’ormai super-famoso gruppo di hacker chiamato Anonymous.

Questa terribile vicenda è la dimostrazione dei pericoli che si nascondono nella rete: da strumento utilizzato per connettere le persone, farle sentire meno sole, agevolare la conoscenza si può trasformare esattamente nel suo contrario.

Dipende proprio da noi e dall’uso che facciamo di queste tecnologie trasformare questi strumenti da simbolo di libertà in simbolo di oppressione.

 

Di seguito il filmato di Amanda Todd: