Il terrorismo dell'ISIS

L’ISIS  allarga le sue frontiere. La paura, frutto della propaganda, dilaga.

Ma chi sono questi terroristi? Dall’attentato alle Torri Gemelle, il gruppo terrorista legato ad Al-Qaeda è diventato il protagonista della scena terroristica internazionale.

La guerra civile scatenata in Iraq, dopo la deposizione di Hussein, ha visto l’affermazione di gruppi terroristi sunniti che già dal 2005 miravano a distruggere i gruppi sciiti favoriti dall’ex presidente.

Dopo il ritiro delle truppe americane alcuni gruppi armati prendono il nome di Islamic state in Iraq (I.S.I.) e ritornano in azione nel 2013 con la guerra civile siriana cambiando il nome in Islamic State of Iraq and Syria (I.S.I.S.)

Questi gruppi islamici estremisti avanzano sempre di più negli scenari di guerra. Il continente Africano si dimostra un terreno fertile alla diffusione di questi gruppi estremisti soprattutto in seguito ai recenti cambiamenti seguiti alla cosiddetta “Primavera araba”.

I vuoti di potere e la mancanza di una reale democrazia lasciano spazi in cui gli estremisti islamici si inseriscono: è il caso della Libia dove gli attentati sono all’ordine del giorno e la cittadina di Sirte (città locata sulla costa settentrionale) è attualmente occupata da gruppi dell’IS. La Libia è pericolosamente vicina l’Italia.

In Europa gli eventi di Parigi e Copenaghen non fanno che confermare la gravità del terrorismo. In questi due attentati si è voluta colpire la democrazia nella sua forma più semplice: la libertà di espressione. A Parigi gli attentatori hanno assaltato la sede del giornale Charlie Hebdo con l’intenzione di mettere a tacere ogni forma di critica e di satira .  A Copenaghen hanno sparato in un bar durante un dibattito pubblico sulla libertà di espressione.

jesuischarliehebdo

E l’Italia?

Il Governo potrebbe vedersi costretto a prendere seri provvedimenti per la difesa della Repubblica, come scritto nell’Art.11 della Costituzione Italiana:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

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