La cyber-dipendenza: la sindrome di Hikikomori.

Cresce in Italia la web-dipendenza tra i ragazzi da 11 a 16 anni. Secondo le ultime rilevazioni, 240 mila adolescenti italiani passano mediamente più di tre ore al giorno davanti al pc.

E’ il caso di parlare anche nel nostro paese di rischio sindrome di Hikikomori?

La parola hikikomori fu coniata dal medico giapponese Tamaki Saito, direttore del Sofukai Sasaki Hospital, quando cominciò a rendersi conto che un numero sempre crescente di adolescenti mostrava gli stessi sintomi: letargiaincomunicabilità e isolamento totale. Il dott. Saito è oggi il maggior esperto di questo disturbo.

Tre sono i centri italiani che si stanno attrezzando per studiare e trattare il fenomeno della ‘Internet addiction’: il Dipartimento di Neuroscienze cliniche dell’università di Palermo, il Policlinico Gemelli di Roma e l’università D’Annunzio di Chieti.

A Milano nel reparto di psichiatria sono già in cura un paio di adolescenti con sintomi simili alla sindrome studiata in Giappone. Nel nostro paese, su un campione analizzato di 100 mila ragazzi fra i 15 e i 21 anni, il 3,7% mostra una forma grave di dipendenza comportamentale.

Questi giovani rimangono incollati davanti ad uno schermo: televisione, telefonino, console videogiochi fissa o portatile per ore e ore fino a perdere il controllo della loro mente. Sono i nuovi drogati dal web che non staccano occhi e dita dagli strumenti multimediali e finiscono per preferire il mondo virtuale a quello reale. 

Rapiti dalla rete, condannati a navigare ininterrottamente nel ‘mare magnum’ di Internet, saltando da un sito all’altro senza riposo, questi adolescenti all’improvviso tagliano i ponti con il mondo, si barricano in camera e si astraggono dalla realtà anche per anni.

Niente più scuola, uscite con gli amici, chiacchierate in famiglia. Unico chiodo fisso: la rete o un videogioco. Una malattia che porta con sé alterazioni del ritmo sonno-veglia e totale limitazione dei contatti interpersonali.

Cari adolescenti, se riconoscete in voi uno di questi sintomi, fate suonare il campanello d’allarme. Forse è giunto il momento di spegnere quello schermo, aprire la finestra, guardare fuori e scambiare qualche parola con chi vi sta accanto.