La riforma “Buona scuola” dubbi e incertezze

La riforma dello studio chiamata “Buona scuola” è a un passo dall’essere approvata in Parlamento, ma molti studenti sono sul piede di guerra e sono già scattate diverse proteste in tutta Italia a Roma, Milano, Bologna e Napoli.

Le prime concrete informazioni date dal Governo sono arrivate tramite il sito passo dopo passo in una dettagliata spiegazione che fa apparire la riforma necessaria e positiva.

Vengono spiegati in 12 passi le principali caratteristiche della nuova riforma della scuola, tuttavia sembra che l’intero impianto si basi esclusivamente sui docenti, soprattutto quelli precari, e sulla privatizzazione. E noi studenti?

Sembra che tra le priorità del Governo non ci sia il rendere la scuola un diritto per tutti, come giustamente fatto notare da sindacati e manifestanti durante le proteste; si parla solo cambiare il sistema di assunzione degli insegnanti, importante certo, ma non basta per risollevare il sistema di istruzione scolastico.

Se andiamo a controllare in che cosa consistono queste poche innovazioni non sono nemmeno chiarissime e non offrono una visione chiara dell’insieme. Che rischi di peggiorare la già grave situazione?

E vogliamo parlare dell’intenzione di privatizzare la scuola? Torniamo alla scuola dei mestieri? Non si può di certo negare che uno dei problemi maggiori delle scuole in Italia sia proprio la mancanza di finanziamenti, ma siamo sicuri che sia la cosa più saggia far entrare gli imprenditori nella didattica? Facendo così la scuola rischia di essere influenzata dal mercato rendendo l’istruzione un privilegio per pochi. (fonte Gone News)

Cosa ne pensa lo studente di Cosenza?