Ricicliamo

La raccolta differenziata rappresenta il primo e più importante obiettivo da conseguire per una nazione che si voglia definire corretta nei confronti delle generazioni future.

Attraverso tale buona prassi è infatti possibile conseguire vari obiettivi:

  • Riduzione dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche o in impianti tecnologicamente avanzati;
  • Attivazione di un circuito economico connesso al recupero di materia;
  • Contenimento dei costi di trattamento e smaltimento per i cittadini;

E’ indispensabile innanzi tutto una corretta conoscenza di ciò che è possibile ed utile riciclare.

PLASTICA

SI: bottiglie – flaconi e contenitori (detersivi, shampoo, vasetti di yogurt) – polistirolo – buste e sacchetti di plastica – cellophane per imballaggi.

NO: oggetti in plastica (sporchi o contaminati) – plastica mista ad altri materiali metallici o elettrici (tastiera e mouse del computer, prese).
Qualche consiglio pratico: svuotate le bottiglie, eliminate le etichette di carta, schiacciatele e richiudetele per evitare che riacquistino volume.

Riciclare vuol dire ridurre l’inquinamento, risparmiare e ottenere materie prime. Recuperare materiali plastici non biodegradabili vuol dire risparmiare su petrolio, carbone e gas naturale.

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ALLUMINIO 

Lattine, scatolette, fogli, vassoi d’alluminio, carta stagnola.

Riciclare alluminio fa risparmiare tantissima energia, l’alluminio può essere riciclato infinite volte.

 

 

Nonostante tutto però, in Italia il tasso di raccolta differenziata si attesta nel 2012 appena attorno al 39,9%, ben al di sotto dei traguardi prefissati dall’UE per l’anno di riferimento e l’efficienza della raccolta differenziata rispetto al riciclo di materiale.

Nonostante quello che i media ripetono continuamente, è assolutamente insoddisfacente dato che la discarica e la termo-valorizzazione sono, sia nelle “visioni” pubbliche che nel concreto, le modalità più utilizzate per dare soluzione alla problematica dei rifiuti.

Se si guarda poi ai valori monetari legati alla gestione dei rifiuti, ci si accorge di quale sia il potenziale economico con il quale ci si confronta e dal quale non si riescono a trarre gli attesi benefici.

Secondo ISPRA, per quanto riguarda i rifiuti urbani ogni cittadino italiano ha pagato in media, nel 2011, 157 € come tassa o tariffa relativa al servizio di igiene urbana e di questi circa 104 € sono relativi esclusivamente alla gestione dei rifiuti.

Questo significa che ogni anno spendiamo più di 6 miliardi di Euro per disfarci dei nostri rifiuti.