Un po’ di storia sullo spionaggio informatico.

 

Abbiamo gettato un’occhio sullo spionaggio informatico ad opera di hacker, o addirittura da parte del governo, e credo sia il momento di approfondire la questione, magari parlandovi di come è nato tutto e di come si è sviluppato questo fenomeno nel corso dei decenni.

Il primo caso che possiamo citare (sebbene non possa essere considerato nell’argomento al 100%, il modus operandi è lo stesso, e mi sembra corretto considerarlo) è avvenuto durante la I Guerra Mondiale, più precisamente nel 1941: durante la battaglia di Tannenberg, alcuni tecnici tedeschi riuscirono a intercettare via radio diversi messaggi (sebbene le tecnologie non fossero le stesse di oggi) dell’esercito russo e si attrezzarono di conseguenza.

Il fatto non riguarda necessariamente i casi da me evidenziati ma è un fatto molto interessante perché si tratta del primo (o uno dei primi semmai) episodio di intercettazione di messaggi “non cartacei”.

Hacker. Dove e quando è nato questo termine? Iniziamo parlando dell’istituto MIT. Nel corso degli anni ’50 in questo istituto nacque il termine “to hack”, ovvero tutte quelle azioni illegali compiute dagli studenti per rilassarsi, in primis andare in giro per i vasti corridoi e sotterranei dell’istituto.

Questo termine è stato poi preso nell’epoca contemporanea da tutti coloro che si intrufolano nei computer altrui. (preso da Tuop.xoom)

Non è un caso che molti hacker quindi hanno nel loro codice morale (che sfortunatamente la metà di loro nemmeno sa cos’è) di diffidare delle autorità e di garantire la libertà di parola.

E a proposito di tutto ciò, sapete chi ha inventato questa comunità e queste “regole”? Due signori di nome Richard Greenblatt e Bill Gosper, che studiavano entrambi al MIT (già proprio dove è nato il termine hacker) e fu grazie a loro che nacquero tutte le regole che diedero una certa immagine agli hacker. (Wikipedia)