Incidenti stradali. Numeri e discriminazioni.

In base a una statistica del sito Asaps.it, la maggior parte degli incidenti stradali in Italia ha visto come protagonisti stranieri e extracomunitari con addirittura una percentuale superiore al 50%. Riportiamo alcuni dati.

“In 288 episodi lo straniero faceva parte dell’UE (29%), con il record assoluto dei romeni che da soli sono stati coinvolti in 217 incidenti pari al 21,7% del totale e addirittura nel 75,3% degli incidenti con protagonisti dell’area UE. Seguono gli europei extra UE con 259 sinistri (26%), e 11 incidenti dei vicini  elvetici (1,1%). Vengono poi gli extracomunitari del continente africano con 203 (20,3%), gli asiatici con 115 (11,5%), e gli stranieri dell’america latina con 66 (6,6%).
Quattro gli incidenti significativi con coinvolti i nord americani. In 54 impatti non è stato possibile individuare la nazionalità esatta dei protagonisti forestieri.” (Fonte: Repubblica.it)

Secondo una ricerca del sito Repubblica.it, con 3.385 morti siamo ancora il Paese con il maggior numero di vittime in tutta l’Europa dei 28. Nel 2014 i bambini vittime di incidenti sono già 55 solo nei primi 10 mesi.

La Francia è già arrivata a 49,6 morti per milione di abitanti, la Germania a 41,5, la Spagna a 36, per non parlare del Regno Unito con 28 e della Svezia con 27,2 che contano esattamente la metà del numero dei nostri morti. Infatti nel Regno Unito i decessi stradali sono stati 1.790. C’è ancora molto da fare, quindi.

I numeri sono numeri, questo non possiamo negarlo, tuttavia dobbiamo chiederci perché fa molto più rumore uno straniero che causa un incidente rispetto a un italiano. Se andiamo a vedere le cause di incidenti al volante nell’UE -secondo i dati dell’Ania- il 25% dei motivi sono da attribuirsi all’alcool e se andiamo a scavare ancora possiamo vedere che una buona parte dei protagonisti sono ragazzi e alcuni sono addirittura di 16-17 anni!

Quando avviene ciò abbiamo notizie sui giornali e servizi sui TG. Secondo il mio modestissimo pensiero, questo non è sufficiente a combattere la battaglia contro le morti sulle strade. Un  fattore che sembra condizionare l’opinione pubblica sembra piuttosto essere il colore della pelle del guidatore.

Non ci è chiaro questo passaggio e non si capisce come mai serva tutto questo tempo per attivare un metodo valido per raccogliere dati certi sugli incidenti alcol-narco correlati. L’Asaps ne ha fornito alcuni raccolti dall’Osservatorio sulla Pirateria stradale  da cui emerge come il fenomeno sia tutt’altro che in calo. “Qui la percentuale degli ubriachi e i drogati negli ultimi 5 anni si è sempre collocata fra il 25 e 30% del totale delle omissioni di soccorso per le quali il pirata è stato individuato subito dopo l’incidente”, precisa il presidente Asaps.

Tornando ai dati diffusi da Aci e Istat, tra gli aspetti positivi va considerato che il numero dei morti under 30 è diminuito passando da 972 a 819, diventando cioè il 22,5% del totale delle vittime della strada, rispetto ad oltre il 25% registrato nel 2011. Questo ha quindi comportato l’inversione di tendenza di cui parliamo, ma i dati non ci confortano.

 

Foto : ANSA.it