Modulazione – Telecomunicazioni

 

Nell’ambito delle telecomunicazioni, prima dell’avvento della modulazione, le trasmissioni avvenivano in banda base, cioè che le informazioni trasformate in campo elettrico mantengono lo stesso campo di frequenze del segnale originale.

Tuttavia questo tipo di trasmissione è limitato e non può essere impiegato per trasmettere le basse frequenze a grandi distanze, da qui l’esigenza di “spostare” il segnale su frequenze più alte, cioè di trasmetterle in banda traslata.

L’operazione di “spostamento del segnale” si chiama modulazione. Il segnale contenente informazioni, detto modulante, viene “trasportato” su di un segnale privo di informazioni, chiamato portante, su frequenze più alte. In modulazione analogica ha una forma sinusoidale.

Il processo inverso, impiegato nei ricevitori, è la demodulazione e consiste nel togliere la portante.

Gran parte della potenza viene impiegata nella portante. Sopprimendo quest’ultima si risparmia molta potenza, tuttavia vi sono problemi in ricezione e i ricevitori devono ricreare la portante per agganciare il segnale e quindi demodularlo (ricevitori coerenti).

In modulazione a doppia banda (DSB), trasmettiamo l’informazione due volte, pertanto usiamo un filtro passa-alto (o passa-basso) per togliere la duplicazione.

Ci sono tre tipi di modulazione, secondo il comportamento della modulante sulla portante:

  • Modulazione di Ampiezza (AM)
  • Modulazione di Frequenza (FM)
  • Modulazione di Fase (PM)
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Modulazione di Ampiezza

Fonti: Appunti personali
Immagini: Google Immagini

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