Palmira: cresce la brutalità degli jihadisti

Le violenze perpetuate dall’ISIS nei dintorni della città di Palmira non termineranno molto presto, gli jihadisti stanno “inventando” metodi sempre più raccapriccianti per giustiziare i prigionieri di guerra. L’Ondus (Osservatorio nazionale per i diritti umani) ha registrato un’escalation di brutalità da quando i terroristi hanno conquistato l’area.

Non molto tempo fa sono state pubblicate foto che mostrano un soldato siriano che viene schiacciato dal cingolo di un carro armato, mentre le decapitazioni e le condanne a morte vengono effettuate per i motivi più banali, nelle ultime due settimane sono state crocifisse pubblicamente 12 persone solo perché accusate di aver fumato sigarette e hashish.

Nel centro del sito archeologico della città sono state legate 3 persone a delle colonne e sono state fatte saltare in aria e decine di soldati vengono obbligati a scavarsi la fossa con le loro stesse mani prima di venire sgozzate.

La rabbia e l’odio dei jihadisti non si ferma solo alle persone ma anche la stessa città sembra esserne vittima, come nei mesi scorsi i monumenti storici non vengono risparmiati e anche in questa occasione sono stati distrutti diversi reperti storici tra cui l’Arco di Trionfo risalente all’epoca romana e quello che è considerato il “simbolo di Palmira” : il Tempio di Bel.

La città di Palmira sembra essere diventata da zona di guerra a museo di terrore e morte, possiamo solo sperare che gli sforzi congiunti delle nazioni unite spezzino al più presto l’assedio della città.

Fonte : Ansa.it