Terrorismo, la lista degli obiettivi italiani nel mirino dell’Isis

Nell’elenco compaiono ministeri, sedi governative e ambasciate, multinazionali e gruppi finanziari Usa, basi Nato, scuole americane, compagnie aeree, ma anche luoghi di aggregazione, aeroporti, stazioni ferroviarie e della metropolitana, simboli culturali ed edifici religiosi (soprattutto le sinagoghe).

Nel 2004, a un anno dall’inizio della guerra in Iraq, l’allora Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu dichiarò che i luoghi sottoposti a speciale sorveglianza in Italia erano 13.421, tra questi 8.069 erano considerati a rischio.

Da allora la minaccia è addirittura cresciuta, cambiando però forma. Si è passati da un terrorismo organizzato di matrice jihadista ad azioni di “lupi solitari” autonomi (ma comunque sempre ispirati dagli estremisti che gravitano intorno alla galassia di Al Qaeda).

Ora il rischio è di attacchi di militanti jihadisti cresciuti e addestrati in Siria all’ombra del potere del califfato dell’Isis. “Bisogna portare i vulcani della jihad a eruttare ovunque”, ha annunciato nel novembre 2014 il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi in un messaggio audio diffuso in rete.

E l’Italia è nel mirino…