Tensioni tra Russia e Turchia

Dopo l’abbattimento del jet russo e le accuse di fare affari con il petrolio jihadista, non si calmano le tensioni tra Russia e Turchia: stavolta è il nuovo terreno di scontro andato in scena nel consiglio di sicurezza del ONU, che consisteva nell’azione di forze armate turche sulla Siria e Iraq.

La volontà della Russia, detta da una fonte diplomatica, è quella di avere una sessione a porte chiuse su questo tema per riuscire a trovare una soluzione. Il governo russo considera illegale la presenza delle forze turche sul territorio iracheno senza il consenso di Baghdad.

Turchi e Russia sono ai ferri corti sulla Siria dall’inizio del conflitto, perché Mosca approva il governo di Bashar Assad, di cui Ankara ne vuole la sua caduta.

La crisi si è accentuata il 24 novembre con l’abbattimento del SU-24 da parte di due F-16 turchi, di cui il primo aveva sconfinato per 17 secondi il confine turco.

Il governo di Ankara ha riferito poi che il Bosforo, una nave militare russa, attraversava il confine ad armi spianate.

Nel frattempo il governo iracheno ha chiesto alla Turchia di ritirare le truppe nella zona di Mosul: la seconda città irachena controllata dall’ISIS.

Per ora la Turchia sta bloccando dei nuovi contingenti, ma ha dichiarato che non ritirerà le truppe che si trovano oltre il confine.

Il governo turco ha infatti dichiarato che i soldati turchi devono addestrare le forze irachene contro lo Stato Islamico, mentre il governo di Baghdad ha dichiarato invece di non avere mai inviato militari turchi e non intende portare alle Nazioni Unite se il contingente non verrà ritirato.