ERASMUS +PLUS… ITI Monaco sempre… + attento alla didattica innovativa!

Intervista di Andrea Vitale

‘ITI Monaco partecipa da anni a progetti e stage europei. Proprio all’inizio di quest’anno scolastico un gruppo di quattordici studenti, del biennio e del triennio,  ha partecipato al primo incontro, svoltosi in Francia, del progetto “Erasmus+“, dedicato alla didattica innovativa applicata alla robotica.

I nostri ragazzi si sono trovati, a vivere quest’esperienza così importante, purtroppo nel mezzo degli attentati terroristici del 13 novembre scorso a Parigi. Abbiamo vissuto con ansia quei momenti insieme alle famiglie dei nostri amici. Ora, a vicenda felicemente conclusa,abbiamo raccolto qualche testimonianza.

Qual è stata la tua impressione sui fatti accaduti a Parigi il 13 Novembre scorso?
“(Michele) Beh, ovviamente è stata una tragedia a cui non potevamo restare indifferenti: il nostro gruppo ne è rimasto colpito, sia dal punto di vista emotivo che, in qualche modo, da quello organizzativo . Avevamo infatti camminato per le strade della capitale francese proprio nella serata degli attentati…”
M: Come mai vi trovavate a Parigi nel mese di novembre?
“ Eravamo lì per partecipare al progetto “
Erasmus+”, un progetto sulla robotica che coinvolge tre scuole provenienti da tre diverse nazioni europee : Italia, Francia e Germania. Siamo partiti il giorno 8 novembre, ovviamente ignari di quello che sarebbe successo! Abbiamo alloggiato in un residence, a Bry-sur-Marne, una cittadina a circa 10Km dalla capitale.

M:Durante i tragici avvenimenti dove vi trovavate?

Ogni giorno noi ci recavamo la mattina presto in una scuola sita in Nogent-sur-Marne, un’altra cittadina del circondario di Parigi. All’uscita, solitamente intorno alle 17, ritornavamo a Bry-sur-Marne per fare la spesa in un supermercato e poi ritornare nelle nostre camere a chiacchierare e a riposare. Combinazione, quel venerdì sera abbiamo deciso di andare a cenare fuori, per svagarci un poco: il sabato mattina ci saremmo svegliati tardi, per poi uscire a… fare i turisti, approfittando di questa grande opportunità che la scuola ci stava offrendo, in giro per Parigi! Abbiamo cenato in un ristorante e siamo tornati a Bry-sur-Marne. Erano circa le 21…. Solo trenta minuti all’inizio della strage.”

Come siete venuti a conoscenza di ciò che è successo poi?

Siamo stati contattati dai nostri parenti e amici dall’Italia: sono stati loro a dirci che nel centro di Parigi c’erano stati degli attentati terroristici! Ovviamente nel momento in cui la notizia è pervenuta nel nostro paese, quindi quando ancora non si conoscevano i dettagli dell’accaduto! Anche il nostro Dirigente ci ha subito contattato per decidere il da farsi: si era infatti pensato di rientrare immediatamente a Cosenza, ma infine si è deciso- tutti insieme – di continuare il nostro importante progetto.

Come vi siete tenuti aggiornati su ciò che succedeva?

Sembrerà strano, ma l’unico modo per tenerci informati lì, era comunicare con l’Italia: tramite l’applicazione per smartphone del Televideo, potevamo leggere le informazioni nella nostra lingua madre. Non conoscendo il francese, se non superficialmente, non era facile per noi infatti comprendere le informazioni dei TG o leggere un quotidiano.”

Questo ha probabilmente cambiato i vostri piani, vero?

Certamente, ma solo per l’aspetto riguardante le visite culturali a musei e monumenti di Parigi che erano state programmate e abbiamo dovuto annullare, ma la nostra vita li è continuata se non tranquillamente, normalmente: abbiamo comunque potuto finire il progetto, fare la spesa e, perchè no, anche uscire a mangiare qualcosa fuori (ovviamente non in centro città!)”

Insomma, per noi gli attentati hanno significato molta paura, essendoci ritrovati a distanza ravvicinata dalla tragedia, ma i nostri docenti sono stati bravissimi a non farci sentire l’ansia, pur facendoci rilevare responsabilmente l’importanza di quanto era accaduto e che purtroppo, però, sarebbe potuto accadere ovunque, come sappiamo!

Ci ha dato soddisfazione aver affrontato comunque il lavoro che avevamo programmato, con razionalità, senza rinunciarvi perché vinti dalla paura… Anzi forse abbiamo apprezzato ancora di più le attività positive, quelle della normalità dei giorni pacifici, che a volta a noi ragazzi sembrano senza significato e che invece ci consentono tanto! Forse queste situazioni di crisi a volte ci aiutano a capire meglio il valore di ciò che facciamo, anche a scuola.