Intervista alla dott.ssa Paola Ferrari, presidente dell’Accademia di “NANOGAGLIATO”

Conosciamo ancora poco la nano scienza, come potremmo spiegarla ai nostri ragazzi ?

La nanoscienza consiste nell’esplorazione del mondo dell’infinitesimamente piccolo, nell’ordine di grandezza di un miliardo di metro. L’analogia più suggestiva che io conosca, per provare a immaginare le dimensioni di questo universo invisibile ad occhio nudo, è quella che paragona il rapporto fra un nanometro e un metro: è simile al rapporto fra una biglia e l’intero pianeta Terra! Sembra impossibile, ma vi invito a verificare con un calcolatore… A queste dimensioni la materia presenta proprietà fisiche particolari, ed è anche regolata in parte da leggi fisiche diverse rispetto al macrocosmo. Da circa trent’anni la scienza è riuscita a investigare questo affascinante mondo grazie alla messa a punto di potentissimi “microscopi” che permettono di vedere cosa succede a livello molecolare e sub atomico. Non solo. Una nuova classe di ingegneri, chiamati ‘nanotecnologi’ riesce a manipolare la materia a questo livello, e a produrre dispositivi, circuiti e composti medicali di efficacia superiore rispetto a quelli tradizionali.

Sono impegnati solo gli ingegneri in questo tipo di attività ?

La nanotecnologia altro non è se non una piattaforma, una ‘tool box’ che permette scoperte e manipolazioni della materia a livello nanometrico, essa interagisce con tutte le discipline scientifiche e con ogni derivazione tecnologica, dall’informatica, alla scienza dei materiali, alla medicina, etc…

Dove si concentra la ricerca in questo campo?

Gli Stati Uniti, per la densità dell’ eccellenza accademica e di ricerca, e per la massa critica di risorse impiegate sia a livello di investimenti pubblici e privati, sono di fatto leader mondiale in questo settore, seguiti da diversi paesi europei, tra cui non da ultima l’Italia. Giappone e Taiwan hanno una posizione di prominenza sia nella ricerca che nella manifattura di prodotti nanotecnologici.

Come è approdata la nanotecnologia in Calabria ?

Il prof . Mauro Ferrari, un pioniere nel settore della nanotecnologia, è tra i fondatori del settore delle applicazioni nano in medicina, è stato invitato più di dieci anni fa a contribuire alla creazione del primo dipartimento di bioingegneria in Italia presso l’Università “ Magna Grecia” di Catanzaro dal compianto Magnifico Rettore, Salvatore Venuta. I due divennero grandissimi amici e la loro collaborazione ha dato vita ad una delle realtà più importanti nel settore della ricerca biomedica in Italia. Innamorati della Calabria, io e Mauro, che è mio marito, abbiamo deciso di risiedere per una parte dell’estate nel piccolo paese di Gagliato, in provincia di Catanzaro, dove, nel 2008, sono iniziati gli incontri di “NanoGagliato”.

Quali sono le finalità di NanoGagliato e come collabora con l’ITI Monaco?

NanoGagliato e’ un raduno annuale di scienziati, ricercatori ed esperti internazionali per affrontare i problemi piu’ urgenti in medicina, in particolare quelli che necessitano di efficaci soluzioni, come la diagnosi e cura dei tumori. Oltre ad offrire un contesto privilegiato per discussioni scientifiche d’alto livello da cui, negli anni, sono uscite importati e durature collaborazioni, NanoGagliato ha a cuore l’opera di diffusione della conoscenza e consapevolezza di questo sapere d’avanguardia presso il pubblico dei non esperti. In particolare, si intende sensibilizzare i ragazzi in particolare, per ispirarli e incoraggiarli a perseguire la carriera in STEM (Science, Technology, Engineering and Math) e in medicina. La collaborazione formidabile e continuativa con l’ITI Monaco e’ iniziata nel 2014, con le giornate di NANOCALABRIA 2014, in cui i volontari di NanoPiccola (il braccio ‘junior’ di NanoGagliato) hanno portato le loro presentazioni ed esperimenti agli studenti dell’ITI Monaco. L’esperienza e’ stata magnifica, grazie alla qualità davvero eccezionale degli studenti e dei professori coinvolti, ora partecipanti stabili ed importanti agli eventi estivi di NanoGagliato.

Sono prevedibili ulteriori sviluppi per le nanoscienze?

Grandi risultati si attendono dalla nanotecnologia in campo medico, grazie alla precisione ed efficacia che le linee terapeutiche ‘nano’ stanno offrendo ed offriranno alla cura di una varietà incredibile di malattie. I settori dell’energia e dell’informatica continuano a raggiungere progressi nell’impiego delle nanotecnologie, così come il settore dei materiali con l’introduzione di prodotti più leggeri e resistenti.

Quali sono le prospettive che si aprono per i giovani studenti?

Il settore nanotech non è ancora parte integrante dei curricula scolastici, e l’Accademia di Gagliato è orgogliosa di aver introdotto le prime piattaforme strutturate di educazione e formazione in questo settore di frontiera nella scuole superiori della Calabria. A livello universitario si stanno diffondendo anche in Italia diversi corsi di laurea e regionale e specializzazioni che sperabilmente incoraggeranno l’attivazione di un settore produttivo nazionale con attraenti opportunità di impiego.

Quali attività sono previste per la formazione dei docenti ed alunni dell’ITI Monaco?

Grazie all’iniziativa dei responsabili e dei docenti dell’ITI Monaco, daremo vita tra breve -stiamo per iniziare a collaborare- alla realizzazione del progetto “NanoScienza che passione” nel quale un team di volontari di NanoPiccola offrirà un percorso di formazione dei docenti basato su materiali ed esperimenti originali elaborati dall’Accademia di Gagliato. I docenti a loro volta porteranno questo sapere agli studenti. Stiamo anche pensando a forme più stabili e durature di aggiornamento, sul modello dell’esperienza di “NanoPiccola a Distanza”, attualmente in corso a Gagliato, che prevede lezioni e incontri mensili con esperti, in collegamento dai laboratori di nanomedicina di Houston, via collegamento CiscoWeb. Siamo solo agli inizi di quest’esperienza comune, per molti aspetti “pilota” nel campo della formazione scientifica nelle scuole superiori. Ci aspettiamo soddisfacenti risultati da questa collaborazione, che consideriamo una piattaforma di lancio per future, grandi iniziative.